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Le parole creative sono un atto sociale

Kafka, il Maestro

Continuando a scrivere parole, vorrei ricordare Ferdinand De Saussure che nella raccolta delle sue lezioni tenute a Ginevra tra il 1906 e il 1909, pubblicata postuma e intitolata Corso di linguistica generale, distingue nettamente tra “lingua” e “parola”: dove lingua rappresenta il momento sociale del linguaggio ed è costituita dal codice di strutture e regole che ciascun individuo assimila dalla comunità di cui fa parte, senza poterle inventare o modificare e dove parola è invece il momento individuale, cangiante e creativo del linguaggio,

ossia la maniera in cui il soggetto che parla “utilizza il codice della lingua in vista dell’espressione del proprio pensiero personale”. Vengono a contrapporsi così la componente individuale del linguaggio, cioè l’uso che il singolo parlante fa della lingua e la sua componente sociale, ovvero il contesto generale in cui la lingua viene usata quale retaggio culturale del proprio ambiente. La lingua non si confonde con la totalità del linguaggio ma ne è una determinata parte.

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