Tag

, , , , , , , , , ,

Oggi si ricorda il 166° anniversario dalla nascita di Peter Carl Fabergè, anche noto come il maestro delle uova d’oro.

Il suo immenso successo e la fama che ancora oggi ne accompagna il nome sono dovuti alla sua incommensurabile maestria nell’arte orafa dove non solo ha saputo adoperarsi con la tecnica conosciuta alla fine dell’ottocento, ma anche ha saputo creare nuove applicazioni e legami tra smalti e materiali preziosi che hanno fatto di lui un Maestro gioielliere.

Piccoli, a volte piccolissimi, capolavori racchiusi in un uovo prezioso, ricco di sorprendenti spunti creativi ed originali: Fabergé preferiva la creazione di oggetti nei quali la fantasia del disegno è di gran lunga più importante del valore intrinseco del materiale usato : una svolta profondamente innovativa rispetto al suo tempo.

“… Gli oggetti preziosi hanno per me poco interesse – dichiarò in una intervista del 1914 – se il loro valore deriva principalmente dalla profusione di diamanti e perle.”

Le pietre e i materiali preziosi si adattano alla ricerca della forma, alla qualità della lavorazione, al senso della misura, alla calibrata eleganza delle proporzioni e alla perfezione dell’esecuzione.

Le pietre preziose sono unite a minerali e metalli meno nobili: la giada, la nefrite, il calcedonio, l’ossidiana, l’amianto, il cristallo di rocca e il quarzo fumé. Anche il legno delle foreste russe lo ritroviamo a far parte della sua oreficeria innovativa: la betulla, il palissandro, l’agrifoglio bianco. Fabergé esplorava sempre tutte le possibilità per ricercare le soluzioni più adatte e rispondenti al disegno, senza rigidità nella scelta dei materiali e senza la minima preoccupazione per il loro valore di mercato.

Una Borsalibro, modestissimo omaggio a tanta maestria.

Immagine

Annunci